Il trasporto sociale si vince con i requisiti.
E si tiene con i registri.
Il lavoro che stai perdendo
Accompagnamento di anziani e persone con disabilità, trasporto scolastico, spostamenti verso centri diurni e servizi territoriali. È lavoro continuativo, pagato con regolarità e pianificato per mesi.
Spesso non lo stai perdendo: non ci sei mai entrato, perché nessuno ti ha spiegato che quel lavoro si assegna con un bando e non con una telefonata.
Perché non ci entri
Perché un ente non sceglie chi risponde meglio al telefono: sceglie chi presenta i requisiti nel modo in cui li chiede il bando, e chi poi rendiconta ogni mese quello che ha fatto. Il prezzo conta, ma da solo non basta e non è mai il primo scoglio.
E perché servono registri. Chi ha viaggiato, con quale mezzo, a che ora, da dove a dove. Una centrale che tiene quei dati su un foglio può anche vincere, ma al primo controllo passa una settimana a ricostruire.
Cosa serve per entrarci
Regolarità che si può mettere per iscritto
Su UrbanGo lavorano centrali, e ogni autista è affiliato e garantito dalla sua. È la struttura della filiera, non una certificazione che rilasciamo noi, e in un bando è la differenza fra essere ammessi e non esserlo.
Ogni corsa lascia una traccia
Chi, quando, con quale veicolo, da dove a dove. Il documento di viaggio si compila da sé alla chiusura della corsa e resta lì: è il lavoro che oggi si fa a mano la sera e che nessuno fa volentieri.
Rendicontare senza ricostruire il mese
Le corse del periodo, per ente e per servizio, con gli importi già calcolati. Un rendiconto che esce dai dati del lavoro fatto è anche un rendiconto che nessuno può contestare.
Come si fa, in pratica
L’ente è un partner con il proprio accordo e le proprie persone autorizzate. Le corse restano storiche e recuperabili, con il documento di viaggio già prodotto.
È lavoro che non sposta nessuno per cinquanta centesimi, dura anni e riempie le ore in cui il telefono non squilla. Vale la fatica del primo bando.