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A Parigi il consorzio dei robotaxi non dice chi farà girare le auto. A Zurigo quel nome c’è, ed è di un’azienda del posto

Il 23 ottobre 2026 Métropole du Grand Paris, Bolt e Stellantis hanno presentato un consorzio per i veicoli autonomi: test dal 2028, obiettivo commerciale nel 2030. Nell’annuncio manca chi gestirà la flotta tutti i giorni. A Zurigo, in un progetto annunciato a giugno con la stessa struttura, quel ruolo ha già un nome.

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Il 23 ottobre 2026 la Métropole du Grand Paris, Bolt e Stellantis hanno presentato il Greater Paris Autonomous Driving Living Lab, un consorzio per far circolare veicoli autonomi nell’area metropolitana parigina. I test dovrebbero cominciare nel 2028 in un massimo di cinque comuni a nordovest, con l’ipotesi di estenderli ad altri trenta e il servizio commerciale come obiettivo per il 2030. Tutto subordinato alle autorizzazioni.

Chi fa che cosa

La Métropole du Grand Paris coordina il progetto con i comuni, individua i percorsi e sovrintende alla valutazione. Stellantis fornisce i veicoli, costruiti su piattaforme «L4-Ready» predisposte per la guida autonoma di livello 4. Bolt, attraverso la controllata Bolt Autonomous Driving Solutions, guida l’integrazione del servizio e il suo dispiegamento; Il Giornale di Vicenza aggiunge che il suo compito è «organizzare il servizio nel suo complesso», piattaforma clienti compresa.

La tecnologia di guida non è assegnata. Pony.ai è indicata come potenziale fornitrice, ma non confermata.

Non sono stati resi noti i nomi dei comuni, la dimensione della flotta né l’importo dell’investimento.

Il ruolo che manca

Nel comunicato non c’è chi gestirà le auto tutti i giorni. Comprarle, assicurarle, tenerle in strada, pulirle, mandarle in officina, sostituirle quando una si ferma.

Dei tre firmatari nessuno lo fa oggi. Un’autorità metropolitana non gestisce flotte di vetture, un costruttore costruisce, una piattaforma di intermediazione intermedia.

A Zurigo quel nome esiste

Vale la pena mettere i due progetti uno accanto all’altro, perché la struttura è la stessa e una casella cambia.

Il 17 giugno 2026 Uber, la cinese WeRide e la zurighese Rydera hanno annunciato un servizio di robotaxi a Zurigo. Le corse si prenotano dall’app di Uber. La flotta, dice il comunicato, «sarà affidata alla supervisione operativa di Rydera», e in una prima fase i veicoli circoleranno con un operatore a bordo, subordinatamente al via libera delle autorità federali.

Tre ruoli, come a Parigi: la tecnologia, la prenotazione e la flotta. La differenza è che a Zurigo il terzo ruolo ha già un nome, ed è di un’azienda del posto.

Non è una gara e Zurigo non è più avanti. È che il confronto rende visibile una cosa: in questi consorzi il ruolo dell’operatore locale è una casella, e chi la occupa viene scelto. Non si eredita per il fatto di essere già lì.

Che cosa guardare, per chi opera nel settore

Non la data del 2028, che è lontana e condizionata. La struttura, invece, è già decisa e non aspetta nessuna omologazione.

In tutti i progetti europei annunciati finora ricorrono gli stessi quattro ruoli: chi costruisce le auto, chi fornisce la guida autonoma, chi le fa girare e chi tiene la prenotazione. Il quarto non richiede né officine né depositi, e a Parigi se l’è preso l’unico dei tre firmatari che oggi non possiede niente di quello che si muove.

Il mestiere di far girare le auto resta, e a Zurigo è già stato assegnato a un’azienda locale. La domanda non è se quel posto verrà occupato, ma se chi lo occupa arriva al passeggero con un rapporto proprio o attraverso quello di qualcun altro. A Zurigo il cliente apre l’app di Uber.

Da qui in avanti si parla di quello che vendiamo noi, e va letto per quello che è.

Quello che facciamo

UrbanGo è il software con cui una centrale raccoglie le richieste, le assegna, le registra e si tiene l’anagrafica dei propri clienti, comprese le corse arrivate al telefono. Non facciamo trasporto, non apriamo centrali, non abbiamo passeggeri nostri.

I dati restano della centrale ed escono in qualsiasi momento, in un formato che qualsiasi altro programma sa leggere, senza chiedere il permesso e senza costi aggiuntivi. Sta scritto nell’articolo 3 dei nostri Termini.

Il mestiere di far girare le auto è l’unico dei quattro ruoli che non si può delegare a un abbonamento. Vale la pena che chi lo esercita ci arrivi avendo già i propri clienti.

Fonti

  1. 01Guida autonoma, Stellantis e Bolt preparano i robotaxi a Parigi: primi test nel 2028Il Giornale di Vicenza · ottobre 2026
  2. 02Bolt and Stellantis to pilot autonomous vehicles in ParisBusiness Travel News Europe · ottobre 2026
  3. 03Bolt partners with Stellantis for autonomous drivingelectrive · dicembre 2025
  4. 04Zurigo, Uber lancia un servizio di taxi a guida autonomalaRegione · giugno 2026
ContinuaCome lavora una centrale che tiene i propri clienti

Chi scrive

UrbanGo è il software di dispatch per centrali radiotaxi e operatori NCC: gestione delle corse in tempo reale, rete di partner e flotte affiliate, controllo di tariffe e commissioni. Seguiamo la normativa del settore perché è il terreno su cui lavorano i nostri clienti.

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