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A Zurigo le auto le fa girare un’azienda del posto, ma la prenotazione è di Uber. A Monaco una centrale annuncia di volersi tenere tutte e due

Il 27 ottobre 2026 la più grande centrale taxi di Monaco e la californiana Tensor hanno firmato una lettera d’intenti per fino a 500 veicoli autonomi sotto il marchio della centrale, dentro il suo dispatch. Quattro mesi prima, a Zurigo, era stato annunciato lo schema opposto. Nessuno dei due circola.

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Due annunci, quattro mesi di distanza, la stessa tecnologia e due idee opposte di chi tiene il cliente.

Il 17 giugno 2026 Uber, la cinese WeRide e la zurighese Rydera hanno presentato un servizio di robotaxi a Zurigo. Le corse si prenotano dall’app di Uber. La flotta, dice il comunicato, «sarà affidata alla supervisione operativa di Rydera», e in una prima fase i veicoli circolano con un operatore a bordo, subordinatamente al via libera delle autorità federali.

Il 27 ottobre Münchner Taxi Zentrum, la più grande centrale taxi di Monaco, e la californiana Tensor Auto hanno firmato una lettera d’intenti per fino a 500 veicoli autonomi in città tedesche. Lo ha riportato Reuters.

Che cosa cambia fra i due

A Zurigo l’azienda del posto fa il mestiere: tiene le auto in strada, le supervisiona, risponde. La prenotazione però sta sull’app dell’aggregatore, e il passeggero apre quella.

A Monaco, stando al comunicato delle due aziende, la centrale terrebbe tutte e due le cose. I veicoli circolerebbero con il marchio di MTZ, dentro il suo servizio taxi, e il Robocar «si integra con i sistemi di dispacciamento esistenti di MTZ, così chi viaggia prenota e viaggia con MTZ come fa oggi». Tensor vende il veicolo e fornisce la guida autonoma con un abbonamento ricorrente.

E c’è la riga che vale la pena leggere due volte, sempre dal comunicato: «il controllo della flotta, del cliente e dei dati resta all’azienda taxi, e quindi in Europa» («control of the fleet, the customer and the data stays with the taxi company and therefore in Europe»).

L’amministratore delegato di MTZ, Gregor Beiner, parla di portare i veicoli autonomi a Monaco «sotto il proprio nome, con la qualità di servizio e la sovranità sui dati di cui i nostri clienti si fidano» («under its own name, with the service quality and data sovereignty our customers trust»).

Prima di entusiasmarsi

Nessuno dei due esiste. Monaco è una lettera d’intenti, subordinata ad accordi definitivi e all’omologazione di livello 4 in Germania, con i termini economici non resi noti. Zurigo aspetta il via libera federale.

E il racconto di Monaco è quello delle parti. Reuters riporta che il documento è stato firmato, e quello è un fatto; il modello invece è come lo descrivono chi vende la tecnologia e chi la compra, nel proprio comunicato. È un’ottima notizia per il settore, ma è una dichiarazione di intenti, non un reperto.

Perché riguarda una centrale ticinese

Perché sono i due schemi fra cui si finirà per scegliere, e arrivano a quattro mesi di distanza l’uno dall’altro.

In uno, l’operatore locale resta indispensabile e fa il mestiere più difficile, ma il rapporto con chi sale in macchina è intestato a qualcun altro. Nell’altro, almeno sulla carta, resta tutto dov’era e si affitta soltanto la tecnologia.

La differenza non è tecnica e non dipende dalle auto. Dipende da dove arriva la richiesta e da chi ha il nome del passeggero quando la corsa è finita. È una cosa che si decide molto prima che esista un robotaxi, e in Ticino si sta decidendo adesso, con le auto normali.

Che cosa guardare, per chi opera nel settore

Non il numero 500, che è condizionato, e nemmeno le date.

Vale la pena guardare che la sovranità sui dati sia diventata un argomento di vendita. Quella frase è in un comunicato di un fornitore di tecnologia, messa lì perché funziona: vuol dire che il controllo dei dati è ormai qualcosa che un operatore chiede prima di firmare, e che chi vende lo sa.

Da qui in avanti si parla di quello che vendiamo noi, e va letto per quello che è.

Quello che facciamo

UrbanGo è il software con cui una centrale raccoglie le richieste, le assegna, le registra e si tiene l’anagrafica dei propri clienti, comprese le corse arrivate al telefono. Non facciamo trasporto, non apriamo centrali, non abbiamo passeggeri nostri.

Sulla sovranità dei dati non chiediamo di fidarsi di una frase. I dati restano della centrale ed escono in qualsiasi momento, in un formato che qualsiasi altro programma sa leggere, senza chiedere il permesso e senza costi aggiuntivi, ed è scritto nell’articolo 3 dei nostri Termini.

La differenza fra una promessa e una clausola è che la seconda si può leggere prima di firmare.

Fonti

  1. 01German taxi operator MTZ to deploy up to 500 autonomous taxis under Tensor dealReuters · ottobre 2026
  2. 02Tensor and Münchner Taxi Zentrum Sign LOI to Put Taxi Operators at the Center of Autonomous Mobility in GermanyTensor · ottobre 2026
  3. 03Zurigo, Uber lancia un servizio di taxi a guida autonomalaRegione · giugno 2026
ContinuaCome lavora una centrale che tiene i propri clienti

Chi scrive

UrbanGo è il software di dispatch per centrali radiotaxi e operatori NCC: gestione delle corse in tempo reale, rete di partner e flotte affiliate, controllo di tariffe e commissioni. Seguiamo la normativa del settore perché è il terreno su cui lavorano i nostri clienti.

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