Bando NCC: cosa chiede e cosa non dà
Il blocco alle nuove autorizzazioni è caduto e i bandi sono tornati. Cosa chiede un bando, cosa vincola dopo il rilascio, e cosa non arriva con il titolo.
Per più di cinque anni cercare un bando NCC era tempo perso: una norma del 2018 vietava il rilascio di nuove autorizzazioni fino alla piena operatività di un registro nazionale che, di proroga in proroga, non diventava operativo. Quel divieto è stato dichiarato incostituzionale nel luglio del 2024 e i Comuni hanno ripreso a pubblicare. Chi oggi vuole aprire o allargare ha quindi qualcosa da leggere, e conviene leggerlo prima di presentare la domanda: un bando dice cosa serve per vincerlo e tace su quasi tutto quello che serve dopo.
Perché i bandi sono tornati
Il blocco stava nell’articolo 10-bis, comma 6, del decreto legge 135 del 2018, convertito nella legge 12 del 2019: fino alla piena operatività dell’archivio informatico pubblico nazionale delle imprese non era consentito il rilascio di nuove autorizzazioni per il noleggio con conducente. La Corte costituzionale lo ha dichiarato illegittimo con la sentenza 137 del 2024, depositata il 19 luglio.
Il passaggio della motivazione che riguarda chi lavora è questo: la norma era costruita in modo che l’amministrazione potesse rinviare di decreto in decreto l’operatività del registro, e così il mercato è rimasto chiuso ai nuovi operatori per oltre un lustro. Il registro è arrivato dopo, e si chiama RENT.
Licenza NCC o autorizzazione NCC
Quasi tutti scrivono licenza NCC, ma la licenza è del taxi e l’NCC ha un’autorizzazione. Non è pedanteria. L’articolo 8 della legge quadro, la 21 del 1992, stabilisce che una licenza taxi e un’autorizzazione NCC non si possono cumulare in capo alla stessa persona, mentre più autorizzazioni NCC sì. Per chi ha una centrale e vuole crescere è la riga più importante: le autorizzazioni si sommano, ognuna resta riferita a un singolo veicolo, e si possono gestire in forma singola o associata.
L’unica porta è il pubblico concorso
Sempre l’articolo 8 dice da dove si passa: licenze e autorizzazioni sono rilasciate dalle amministrazioni comunali attraverso bando di pubblico concorso, a chi ha la proprietà o la disponibilità in leasing o a noleggio a lungo termine del veicolo. Non esiste uno sportello. Esiste un bando, quando il Comune decide di pubblicarlo, e se il tuo Comune non pubblica non c’è nessuna domanda da presentare: l’unica leva è chiedere che lo faccia.
Che il concorso non sia una formalità lo ha chiarito un secondo passaggio. La Regione Calabria aveva previsto per legge il rilascio di titoli autorizzatori, fino a duecento autovetture, direttamente a una società regionale e senza bando. La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima quella norma con la sentenza 206 del 2024, depositata il 19 dicembre: la gara pubblica è lo strumento con cui si tutela la concorrenza, e una Regione non può aggirarla scegliendosi il destinatario.
Cosa chiede un bando NCC
I bandi non sono identici, perché il regolamento è comunale, ma l’ossatura si ripete. Il Comune di Siracusa, per esempio, chiede:
- La cittadinanza italiana
- La patente B e il certificato di abilitazione professionale
- L’iscrizione nel ruolo dei conducenti istituito presso la Camera di commercio
- L’assenza degli impedimenti soggettivi previsti dal regolamento comunale
- La certificazione di idoneità rilasciata dal medico legale
- L’attestato della formazione annuale sulla sicurezza
- La proprietà o la disponibilità in leasing dell’autovettura
- Di non essere titolare di licenza taxi, nemmeno rilasciata da un altro Comune
- La disponibilità di una rimessa nel territorio comunale
Sul ruolo dei conducenti vale la pena fermarsi, perché è il requisito che richiede più tempo. L’articolo 6 della legge quadro lo istituisce presso le camere di commercio, ne fa un requisito indispensabile per il rilascio dell’autorizzazione e subordina l’iscrizione a un esame davanti a una commissione regionale, che accerta l’idoneità con particolare riferimento alla conoscenza geografica e toponomastica. L’esame si fa prima, non quando esce il bando.
Cambia invece il modo di assegnare. Nel 2026 Monopoli ha messo a concorso quarantatré autorizzazioni per soli titoli, con l’obbligo di mantenere per almeno cinque anni i requisiti dichiarati ai fini della valutazione; Pontecorvo ne ha bandite sei con titoli e colloquio, e il colloquio verteva anche sulla normativa e sul territorio. Sei o quarantatré, per titoli o con una prova: sono procedure diverse e calendari diversi, quindi il bando si legge per intero e non per riassunto.
Il vincolo che non scade con la graduatoria
L’articolo 8, comma 3, è scritto con due verbi. Per conseguire e mantenere l’autorizzazione è obbligatoria la disponibilità, in base a valido titolo giuridico, di una sede, di una rimessa o di un pontile di attracco situati nel territorio del Comune che l’ha rilasciata. Mantenere, non solo ottenere: non è un allegato alla domanda, è una condizione che dura quanto il titolo.
L’articolo 3 aggiunge la geografia. La sede operativa e almeno una rimessa devono stare nel Comune che ha rilasciato l’autorizzazione; altre rimesse si possono avere in altri Comuni della stessa provincia o area metropolitana, dandone comunicazione; per Sicilia e Sardegna l’autorizzazione rilasciata in un Comune vale su tutto il territorio regionale. L’articolo 11 aggiunge dove sta l’auto quando non lavora: nei Comuni in cui è esercito il servizio taxi, i veicoli NCC possono sostare a disposizione dell’utenza esclusivamente all’interno della rimessa.
Messe in fila, le tre norme dicono una cosa sola. L’autorizzazione lega l’impresa a un Comune, e la rimessa non è un indirizzo da dichiarare: è il posto da cui il lavoro parte.
Cosa non arriva insieme all’autorizzazione
Il lavoro. L’articolo 3 descrive il servizio come rivolto a un’utenza specifica che avanza richiesta presso la sede o la rimessa per una determinata prestazione a tempo o a viaggio, anche mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici. La legge ammette che la prenotazione arrivi da un sistema, e non dice chi la porta.
Il giorno in cui l’autorizzazione arriva hai un veicolo, una rimessa, un’assicurazione e una rata. Quello che non hai è il telefono che suona. Chi apre da zero lo scopre nei primi tre mesi; chi allarga una centrale che già lavora lo sa, e per questo misura prima quante corse perde oggi per mancanza di macchine, come nella guida su come si copre una giornata senza sprecare macchine, e solo dopo decide quante autorizzazioni gli servono.
Vale anche al contrario, ed è l’errore più caro: un’autorizzazione in più che resta ferma non è un investimento, è un costo fisso con una targa sopra.
Dopo il rilascio
L’autorizzazione va nel RENT, il registro elettronico nazionale di taxi e NCC istituito dal decreto ministeriale 203 del 2 luglio 2024. Da aprile 2026 la piattaforma è nella versione definitiva, le imprese gestiscono da sole i propri dati, le licenze e i veicoli, e una circolare del Ministero dell’Interno del 14 aprile 2026 la indica agli organi di polizia come riferimento per i controlli. La mancata registrazione e l’omesso aggiornamento sono contestabili, quindi un veicolo che cambia carta di circolazione si aggiorna, non si ricorda.
Il RENT è un registro di imprese, non di corse, e non va confuso con il foglio di servizio, che è il documento della singola corsa e ha una storia tutta sua.
Domande frequenti
Si può comprare un’autorizzazione invece di aspettare un bando?
Si può, ma non sempre e non da chiunque. L’articolo 9 della legge quadro consente il trasferimento a una persona designata dal titolare, purché iscritta nel ruolo dei conducenti e in possesso dei requisiti, e solo se il titolare ha il titolo da almeno cinque anni, ha compiuto sessant’anni, oppure è diventato permanentemente inabile al servizio. In caso di morte il trasferimento passa dagli eredi del nucleo familiare, entro un termine massimo di due anni e con l’autorizzazione del sindaco. Chi ha trasferito un titolo non può ottenerne un altro per concorso pubblico, e non può riceverne un altro per trasferimento prima di cinque anni.
Quante autorizzazioni può avere la stessa impresa?
Più di una, perché il cumulo di autorizzazioni NCC è ammesso. Ognuna però è riferita a un singolo veicolo, e ognuna porta con sé il vincolo della sede e della rimessa nel Comune che l’ha rilasciata.
Serve avere l’auto e la rimessa al momento della domanda?
Dipende dal bando, e va letto perché cambia il calendario e la spesa. La legge chiede il titolo sul veicolo per il rilascio e la rimessa per conseguire e mantenere l’autorizzazione; Siracusa, per esempio, chiede la documentazione che prova il possesso dei requisiti entro trenta giorni dalla comunicazione, quindi dopo la graduatoria e non all’atto della domanda.
Un bando è gratuito?
Sono due righe diverse e vanno cercate entrambe: il rilascio a titolo gratuito dell’autorizzazione, e l’eventuale contributo di partecipazione al concorso. Un bando gratuito nel titolo può avere un contributo nel corpo.
Dove si trovano i bandi aperti?
All’albo pretorio del Comune, e sui portali che li raccolgono. Non esiste un elenco nazionale dei concorsi: il RENT registra le autorizzazioni esistenti, non le procedure per ottenerle.