I tuoi clienti smetteranno di telefonare.
La domanda sarà di chi ha l’app, e può essere la tua.
Di chi è il cliente, chi decide, e il telefono
Il cliente lo conquista chi lo serve
In app non è di nessuno finché qualcuno non lo prende. Quando è un tuo autista ad accettare, quel cliente entra nella tua anagrafica con il suo storico. Se era già tuo, continua da dov’era.
Nessuno risponde al telefono
La richiesta arriva diretta all’autista, senza passare da una scrivania. Incassi la tua commissione su una corsa che non è costata un minuto di centralino.
Il telefono resta
Chi chiama continua a chiamare, e la sua corsa entra nello stesso posto. L’app è un canale in più, non un cambio di sistema.
Il numero di telefono è un’abitudine che sta finendo.
E chi non ha un’app non eredita quei clienti: li perde.
I clienti che ti chiamano da vent’anni continueranno a chiamarti. Quelli che hanno trent’anni oggi non hanno mai chiamato un taxi in vita loro: aprono un’app, e se sul loro telefono la tua non c’è aprono quella di qualcun altro.
Non è una previsione, è quello che è già successo in ogni città dove è arrivata un’applicazione prima delle centrali. Il servizio era lo stesso, le auto erano le stesse: cambiava solo chi teneva in mano la richiesta.
E la tua commissione matura comunque. Un autista è sulla piattaforma solo perché appartiene a una centrale: anche sulla corsa che nessuno ha smistato, che nessuno ha risposto e che è arrivata diritta sul suo telefono, la parte che ti spetta resta la tua.
Cosa cambia davvero
Sceglie lui, fra le offerte dei professionisti.
E il prezzo di ognuna l’ha fatto chi guida.
Mette partenza e destinazione e vede le offerte per quella tratta, ordinate per vicinanza. Le filtra, le confronta, e sceglie quella che gli serve: chi ha fretta guarda i minuti, chi bada al prezzo guarda il prezzo.
La differenza con le app che conosci non è che qui non si sceglie: è chi fa il prezzo e chi c’è nell’elenco. Là decide la piattaforma e assegna. Qui ogni offerta è di un professionista affiliato a una centrale reale, a una tariffa che ha deciso lui, e nessuno la ritocca fra la richiesta e l’accettazione.
Chi vuole tariffe uniformi può chiedere ai propri autisti di aderire al listino della centrale. Resta una scelta loro, e in elenco si vede.
E quando la corsa è finita
Se ad accettare è stato un tuo autista, quel cliente entra nella tua anagrafica. La volta dopo ti riconosce, e tu riconosci lui: le sue condizioni, i suoi indirizzi, le sue abitudini.
È il motivo per cui l’app non serve solo a tenerti i clienti che hai: serve a prenderne di nuovi, che prima non erano di nessuno. Ma succede solo se i tuoi autisti ci sono e se le loro offerte reggono il confronto.
Come si gestiscono clienti, offerte e storico lo trovi nella pagina Clienti.
I clienti possono programmare le corse.
E quelle non se le prende chi passa: le assegni tu.
Il cliente mette data, orario, tratta e quante persone sono, e vede le offerte delle centrali che possono servirlo: nome, prezzo e tipo di veicolo. Sceglie, e la richiesta arriva lì. Con la notifica, in coda, pronta da assegnare all’autista che vuoi.
Se sceglie te, quel cliente diventa tuo anche se prima non lo era. E se era già tuo ti ritrova col nome, senza doverti ripescare fra le altre.
È l’unico momento in cui torni in mezzo, ed è voluto. Una corsa per domani alle sei non può dipendere da chi è sveglio in quel momento: qualcuno se ne deve prendere la responsabilità la sera prima. È esattamente il lavoro per cui una centrale esiste, ed è quello che un’app di sole corse immediate non sa fare.
Il volo delle sei e mezza, il trasferimento in ospedale, il cliente aziendale che ha una riunione a Milano: sono le corse che valgono di più e che nessuno affida al caso.
Ed è l’unico posto dove il tuo listino lavora da solo. Fin qui serviva a correggere le tariffe dei tuoi autisti: qui è il prezzo con cui ti presenti, accanto a quello delle altre centrali.
Ora quel cliente è tuo. E lo conosci.
Le sue abitudini, le corse che ripete, quello che prenota sempre.
Ogni corsa lascia una traccia nella tua anagrafica: dove va, a che ora, quante volte, con che veicolo. Dopo qualche settimana non hai un nome in una lista, hai una persona di cui sai come lavora.
Dal dispatch prepari offerte su misura e gliele mandi. Dieci martedì a prezzo bloccato per chi va sempre in aeroporto alla stessa ora. Condizioni riservate all’azienda che ti manda gente tutte le settimane. Una proposta a chi era abituale e da due mesi non prenota più.
È il passaggio da rispondere a proporre: smetti di aspettare la richiesta e cominci a costruirla. Una cosa che un’applicazione che ti manda corse non ti lascerà mai fare, perché quei dati sono il suo prodotto.
I clienti in affitto non sono clienti.
Su una piattaforma che non è tua li porti, li servi e li lasci lì. Qui l’anagrafica è la tua: i nomi, lo storico, le abitudini e le condizioni che hai concordato. Nessuno si mette in mezzo fra te e loro, e nessuno ti rivende le richieste della tua città.