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Puoi accedere solo se appartieni a una centrale.
UrbanGo Driver è solo per professionisti.
L’accesso è riservato agli autisti affiliati a una centrale operativa.
Qui non esistono autisti indipendenti e non esistono profili improvvisati. Per ricevere una corsa devi essere inserito da una centrale reale, che ha una licenza da difendere e risponde di chi manda in strada. Non c’è un modulo da compilare per entrare da soli, e non c’è per nessuno.
Vuol dire che chi lavora accanto a te ha i tuoi stessi titoli e i tuoi stessi costi. Nessuno arrotonda il fine settimana con l’auto di famiglia, e nessuno può fare un prezzo fuori mercato perché tanto non ha niente da coprire. È la differenza fra una piattaforma aperta a chiunque e uno strumento di categoria.
Licenza
La centrale che ti aggiunge risponde di chi manda in strada.
Veicolo
Registrato e associato a te, non un’auto qualsiasi.
Nessuna scorciatoia
Non esiste un modo per entrare da soli, per nessuno.
Se oggi lavori da solo e vuoi entrare, il primo step è trovare una centrale che ti prenda. Non è un ostacolo messo lì per complicarti la vita: è esattamente la ragione per cui qui dentro trovi solo gente come te.
Imposta gli orari operativi.
Decidi i turni di lavoro.
Imposti gli orari di lavoro in base al piano che desideri. Sei tu che hai il controllo della tua attività.
Sono le ore in cui l’app ti cerca, non le fasce della tariffa: fuori non ti arriva niente e non devi rifiutare niente. Se una mattina cambi idea, cambi la disponibilità e vale da subito.
La disponibilità è una sola e vale per tutte le centrali con cui lavori. Loro vedono quando ci sei, così non ti cercano mentre sei fermo e tu non perdi corse mentre sei in strada.
Aggiungi le tariffe.
È la tua attività, il tuo veicolo e i tuoi servizi.
Diurna e notturna, costo di chiamata, attesa, tariffa minima: sono numeri tuoi e li imposti una volta sola. Ti seguono ovunque lavori, e li rivedi quando cambia qualcosa: il carburante, l’assicurazione, l’auto nuova.
Quando il prezzo lo decide qualcun altro non stai risparmiando fatica: stai accettando che i tuoi costi non entrino nel conto. È così che si lavora in perdita per mesi senza accorgersene, perché presa da sola ogni corsa sembra andata bene.
La parte difficile, quindi, non è dove si impostano le tariffe. È sapere quali numeri metterci dentro, e lì non ti lasciamo solo.
Il conto non lo fai a mente.
Mettici la tua auto e i tuoi numeri. Il costo al chilometro esce da solo.
Scegli modello e motorizzazione, perché il modello da solo non dice niente: fra una Classe E 200 d e una 300 d ballano sette decimi di litro ogni cento chilometri. Da lì partiamo dal consumo dichiarato di quella versione esatta, e tu aggiungi quanto vale la tua ora, quanto ti è costata l’auto e su quanti chilometri pensi di tenerla.
I consumi di catalogo si misurano in laboratorio, e il tuo lavoro non si fa in laboratorio: città, code, soste a motore acceso, aria condizionata, bagagli. Partiamo da quel dato e lo correggiamo per il servizio che fai davvero. Se conosci il tuo consumo reale, scrivi quello: vince il tuo.
Poi c’è la commissione, ed è il punto dove si sbaglia più spesso: non si somma, si divide. Se vuoi che in tasca ti restino 100 €, con una trattenuta del 20% la tariffa non è 120 €, è 125. Cinque euro a corsa sembrano niente. Su mille corse sono cinquemila euro.
Quello che esce è una proposta, non un obbligo: cambi i numeri e il conto si rifà mentre scrivi. Le voci che entrano nel calcolo sono spiegate qui sotto, una per una.
Prova con la tua auto.
I consumi sono quelli dichiarati in omologazione, ciclo WLTP, arrotondati, e li correggiamo per il tipo di servizio che fai: restano una stima di categoria, non una misura sulla tua auto. Tutto il resto lo metti tu, perché lo sai solo tu: a che prezzo rifornisci, quanto ti è costata la macchina, cosa spendi in un anno e quanto vuoi guadagnare in un’ora.
Quello che esce è un ragionamento, non una tariffa consigliata da UrbanGo. Controlla sempre il risultato con i tuoi conti, e dove la tariffa è regolamentata vale quella del tuo comune: lì questo strumento serve a verificare se copri i costi, non a decidere il prezzo.
Il veicolo
Se conosci il tuo consumo vero, scrivi quello.
Il tuo lavoro
Contate a 26 km/h di media.
Il 20% di UrbanGo è già dentro.
L’auto e i costi fixed
Una corsa di 10 chilometri ti costa 10,90 € e ne vale 13,62 €, senza contare chiamata e attesa.
Questi sono i tuoi costi, non quelli della centrale.
Il conto qui sopra copre la tua auto e le tue ore. La centrale ha costi che in quella tabella non compaiono da nessuna parte: l’ufficio, le persone che rispondono al telefono alle tre di notte, il centralino, i permessi, e i clienti che ha costruito in anni di lavoro e che ti arrivano già pronti. La sua commissione paga quella struttura. Se non ci fosse, quel lavoro toccherebbe a te: tenere il telefono acceso, cercarti i clienti, rincorrere chi non paga.
Il prezzo non è un numero a caso.
È la somma di quello che quella corsa ti costa.
Decidere il proprio prezzo è un vantaggio che sulle app non hai, ma è anche una responsabilità: deve coprire tutto, non solo la benzina di oggi.
Una tariffa che non copre tutte le voci non è un prezzo aggressivo. È una perdita rimandata, che si vede alla prima gomma da cambiare o alla prima assicurazione da rinnovare.
Le voci da mettere dentro
- Carburante o energia, sul percorso reale e non in linea d’aria
- Ammortamento del veicolo, che è il costo che tutti dimenticano
- Assicurazione, bollo e revisione, divisi sulle corse dell’anno
- Manutenzione e pneumatici
- Le tue ore, comprese quelle di attesa e di rientro a vuoto
- La commissione UrbanGo, il 20% sulla corsa accettata
- La commissione della centrale, dove è prevista
Le prime corse non le paghi.
Poi ricarichi quando vuoi, e più carichi più ricevi.
La prima volta che entri trovi 50 € di credito già dentro. Sono le tue prime corse: lavori, incassi e vedi come funziona prima di aver pagato qualcosa.
Da lì in poi funziona in un modo solo: a ogni corsa che si chiude la commissione si scala dal credito. Niente carta da lasciare, niente fattura a fine mese, niente addebiti a sorpresa. Ricarichi quando vuoi, e più alta è la ricarica più credito ricevi a parità di spesa: è uno sconto sulla commissione, non un abbonamento.
Nel bonus c’è dentro anche il rischio delle corse a vuoto. Ogni tanto capita: arrivi al ritiro e il cliente non c’è. Quella corsa l’hai accettata, il sistema ti ha cercato, hai fatto chilometri, e la commissione si scala come si è consumata la benzina. Per questo su 100 € te ne diamo 130: il margine in più è calcolato tenendo conto anche delle corse che non si fanno.
Il portafoglio è tuo. Non scade, resta lo stesso anche se cambi centrale o se ne aggiungi altre, e nessuno te lo può togliere.
Il credito copre le commissioni UrbanGo. La commissione della centrale, dove è prevista, è un’altra voce e la saldi con lei.
Sai quanto prendi prima di dire di sì.
È la differenza che conta: la tariffa la decidi tu e la trattenuta la leggi prima di accettare, non la scopri guardando l’estratto conto a fine mese.