Perché gli autisti rifiutano le corse
Un rifiuto non è pigrizia: è un conto che non torna. Leggerlo bene è il modo più economico per aumentare la copertura.
Quando una corsa viene rifiutata la reazione istintiva è darne la colpa a chi guida. Quasi sempre invece il rifiuto è una decisione economica presa in dieci secondi, e dice qualcosa di preciso su quella corsa.
I quattro motivi veri
- Il prelievo è troppo lontano rispetto a quanto rende la corsa
- La corsa è corta e lo lascia in una zona dove non ripartirà
- Il ritorno è a vuoto e nel prezzo non c’è
- Non è chiaro se deve incassare, e a bordo si è già trovato in imbarazzo
Tre su quattro sono problemi di prezzo o di informazione, non di volontà. E tutti e quattro si vedono nei numeri: se una zona o una fascia oraria raccoglie molti più rifiuti delle altre, non è un caso.
Distinguere il rifiuto dall’assenza
«Non ho trovato una macchina» sono due situazioni opposte che finiscono nello stesso numero. Se non c’era nessuno in servizio, è un problema di copertura e si risolve con le persone. Se c’erano ed erano vicini e hanno detto di no, è un problema di prezzo e con le persone non si risolve: puoi reclutare dieci autisti e vedere rifiutare le stesse corse.
Cosa si può fare, in ordine di costo
- 01Rendere esplicito prima dell’accettazione se la corsa è pagata a bordo o fatturata.
- 02Mettere nel prezzo le corse che finiscono fuori zona, invece di sperare che qualcuno le prenda comunque.
- 03Guardare le fasce con più rifiuti e chiedersi se quella tariffa copre davvero i costi di chi guida.
- 04Solo alla fine, cercare altri autisti.