Come si copre una giornata senza sprecare macchine
Le ore che pagano non sono distribuite in modo uniforme, e coprire tutto allo stesso modo è il modo più caro di lavorare.
La domanda di trasporto non è piatta: ha punte strette e lunghe pianure vuote. Una centrale che mette lo stesso numero di macchine su tutte le ore paga i vuoti per essere pronta nelle punte, e nelle punte non basta lo stesso.
Guarda la settimana, non la giornata
Le punte si ripetono: la mattina presto verso le stazioni e gli aeroporti, la sera verso i ristoranti, il venerdì e il sabato notte, i giorni di fiera. Prima di riorganizzare qualsiasi cosa, prendi quattro settimane di chiamate e conta quante ne sono arrivate per fascia oraria e per giorno. È un lavoro di un pomeriggio e vale più di qualsiasi impressione.
Le tre cose da contare
- Le corse fatte, che è l’unico numero che la maggior parte delle centrali ha
- Le richieste rifiutate dagli autisti, che dicono se il problema è il prezzo
- Le richieste a cui non hai saputo rispondere, che sono quelle che ti costano il cliente
La terza è la più importante ed è quasi sempre la meno registrata. Una chiamata persa non lascia traccia da nessuna parte: se non la scrivi, l’anno prossimo prenderai le stesse decisioni con gli stessi dati incompleti.
Come si chiede copertura a chi è indipendente
Un affiliato non è un dipendente e non gli puoi assegnare un turno. Quello che puoi fare è rendere conveniente esserci: dire in anticipo dove e quando mancano macchine, e far vedere quante corse sono passate in quella fascia. Un autista che sa che il martedì alle sette ci sono sei corse in una zona ci va da solo.
Il buco che quasi nessuno guarda
Il ritorno a vuoto. Una corsa lunga fuori città toglie una macchina per il doppio del tempo che vedi sul contratto. Se le corse lunghe sono una parte importante del lavoro, vanno contate come due, altrimenti la copertura sembra sufficiente sulla carta e non lo è mai nella realtà.